
L’inflazione in Serbia ha superato il limite progettato, perché c’è stato l’aumento dei prezzi del cibo e della merce importata, come ha previsto la Banca nazionale della Serbia, ha dichiarato alla conferenza stampa il governatore Dejan Soskic. Lui ha aggiunto che la Serbia in questo momento ha bisogno di raggiungere l’accordo sulle riforme strutturali che metteranno in moto l’economia serba e permetteranno la crescita necessaria. Servizio di Zorica Mijuskovic.
All’inizio del secondo trimestre l’inflazione in Serbia segna una lieve crescita, che è in conformità alle previsioni sull’oscillazione dei prezzi della Banca nazionale della Serbia, e la ragione principale era l’aumento dei prezzi del cibo, e della merce importata. Con la salita del 2,7% del prezzo del cibo nei precedenti due mesi è quasi raddoppiata l’inflazione, ed ha raggiunto il limite. Il governatore Dejan Soskic rileva che non c’è motivo di preoccuparsi, evidenziando che la spirale dell’inflazione non supererà il limite previsto e che alla fine dell’anno comincerà di nuovo a calare. Questa situazione resterà immutata fino all’autunno, quando è prevista anche la crescita dei prezzi controllati come conseguenza della correzione del corso di valute estere. La Serbia ha però bisogno di un’urgente consolidazione fiscale, sia a breve termine sia longeva, che sottintende anche un uso maggiore di dinari come la valuta ufficiale di pagamento. Per la realizzazione di questi scopi è necessario assicurare anche il proseguimento dell’arrangiamento con il Fondo monetario internazionale.
Secondo il governatore, l’inflazione non è un problema per gli affari in Serbia, ma lo è il debito pubblico che minaccia di mettere a repentaglio l’intero equilibrio economico nel paese. Il governatore è però ottimista perché convinto che la situazione può cambiare velocemente in meglio, se il nuovo governo sarà fermo nell’applicazione delle indispensabili riforme strutturali, allo scopo di portare la Serbia nella cerchia di paesi con una dinamica percentuale di crescita economica e di creare le condizioni per l’aumento dell’occupazione.
Il governatore della Banca nazionale della Serbia ha dichiarato inoltre che non c’è motivo che lui dia le dimissioni, né che desidera polemizzare su quest’argomento. Rispondendo alla domanda dei giornalisti legata alle speculazioni che la nuova coalizione al potere vorrebbe che Jorgovanka Tabakovic svolgesse questa funzione, Soskic ha aggiunto che la Banca centrale è spesso esposta alle critiche sia delle autorità sia dell’opposizione, e che lui non ha niente in contrario alle critiche. Il governatore ha fatto sapere di non vedere la dichiarazione del mandatario Ivica Dacic, in cui ha criticato il settore finanziario, come un attacco contro la Banca centrale, e per quanto riguarda gli accordi che faciliterebbero la restituzione dei crediti dei cittadini e dell’imprenditoria, li devono raggiungere le banche e i clienti, e non le banche e lo stato. Il compito della principale istituzione finanziaria nel paese è di tutelare i depositi bancari dei cittadini e dell’imprenditoria, cioè di garantire la stabilità finanziaria. Soskic ha precisato che la Banca nazionale della Serbia non ha il compito di proteggere il capitale azionario dalle perdite e dalle pessime decisioni dell’amministrazione scelta dai proprietari. La Banca centrale ha scoperto dei problemi negli affari dell’Agrobanka, ha rilevato il governatore, sottolineando che dei problemi sono colpevoli quelli che li hanno causato non quelli che li hanno scoperti. Il sequestro del permesso all’Agrobanka è un fallimento del proprietario, cioè degli azionisti, e non del supervisore, cioè della Banca nazionale della Serbia, ha concluso Soskic.
