
Il problema del finanziamento del disavanzo nel bilancio, sarà la sfida principale per il nuovo governo serbo, visto che, a causa di una ridotta crescita economica nel 2012, nella cassa statale comparirà il vuoto di 35 miliardi di dinari. I nuovi inquilini in via Nemanjina 11, subito dopo aver preso la carica, dovranno trovare un modo per abbassare il consumo pubblico, allo scopo di evitare l’approfondimento della crisi economica. A questo tema è dedicata la nostra regolare rubrica Cronaca dell’economia internazionale. Servizio di Zorica Mijuskovic.
Il debito pubblico della Serbia raggiungerà probabilmente entro la fine dell’anno il 55% del prodotto interno lordo, con la tendenza di continuare a crescere, raggiungendo addirittura il 60% alla fine del 2015. Questo renderebbe la Serbia, secondo gli standard europei, un paese troppo indebitato, ed è inaccettabile dal punto di vista del mantenimento della stabilità fiscale del paese. Giudicando dagli annunci che si sono potuti sentite negli ultimi tempi, il mandatario Ivica Dacic e i suoi partner di coalizione stanno tentando di trovare una soluzione con una nuova proposta, che escluderebbe il congelamento degli stipendi e delle pensioni nel settore pubblico. Per evitare lo scenario greco, gli economisti raccomandano ai politici di iniziare al più presto ad applicare le misure a breve termine per stabilizzare le finanze dello stato, come l’aumento dell’imposte sui profitti e dell’IVA. Si dovrebbe prendere in considerazione anche l’abbassamento dei redditi nelle agenzie, cioè la loro riduzione al livello delle paghe nell’amministrazione pubblica.
Anche la Banca nazionale della Serbia ha sottolineato la serietà della situazione, indicando che la crescita del debito pubblico minaccia di mettere a repentaglio la stabilità finanziaria e la crescita economica. Il governatore Dejan Soskic ha dichiarato che le autorità monetarie garantiranno la stabilità del mercato di valute estere e bloccheranno le oscillazioni del dinaro, e che le riserve in valute estere a disposizione sono una garanzia sufficiente, ma che il corso del dinaro è galleggiante e dipende dal mercato. La preoccupazione per l’aumento del debito pubblico è stata espressa anche dal rappresentante permanente del Fondo monetario internazionale in Serbia, Bogdan Lissovolik, rilevando che bisogna seriamente prendere in considerazione le misure proposte dal Consiglio fiscale, ma che anche altre soluzioni sono benvenute. La futura politica economica si deve basare sui nuovi trend, sulle possibilità per il finanziamento del disavanzo e sulle priorità del governo, ma tutte le attività devono essere fondate sulla realtà, valuta Lissovolik.
Nei precedenti quattro anni, lo stato si è indebitato di circa 6 miliardi di euro, aumentando ancora di più il disavanzo nella cassa statale. Nel frattempo, c’è stata pure la crisi nell’eurozona che ha rallentato parecchio gli investimenti ed ha limitato l’afflusso di capitale fresco. In tali circostanze tutti i paesi, e soprattutto quelli in sviluppo come la Serbia, tendono a “trasgredire” le regole fiscali. Gli esperti avvisano che l’economia è di nuovo in recessione.
