
Nel desiderio di avvicinare ai lettori contemporanei i valori della lirica nazionale, la casa editrice “Centro creativo” ha pubblicato l’edizione “Canti lirici serbi”. Il libro è stato curato dal dottor Simeon Marinkovic e da Slavica Markovic. Servizio di Dusica Maticki.
Le canzoni sono suddivise in 18 gruppi tematici: canzoni d’amore, famigliari, matrimoniali, lavorative, ha dichiarato per la Radio internazionale della Serbia la portavoce del “Centro creativo” Jelena Dragojlovic. Per quest’edizione sono state scelte 506 canzoni, da diversi territori abitati dai serbi. La nostra interlocutrice fa sapere che accanto alle canzoni si trovano le spiegazioni sui significati simbolici delle creature mitologiche, degli oggetti, delle piante e degli animali, come abete, pino, ciliegio, melo, cotogno, cenere e poi cervo, falco, sole, luna, acqua ecc. La Dragojlovic aggiunge che sono illustrati i riti e i costumi nei quali si esibivano le canzoni – matrimoni, brindisi, feste...
La Dragojlovic evidenzia che i canti lirici sono una testimonianza preziosa sulla vita quotidiana della nostra gente e mettono in rilievo gli alti valori etici per i quali si adoperavano: amore, lavoro, bellezza, ottimismo, saggezza, compassione, modestia, solidarietà; mentre condannano il male, la crudeltà, l’ingiustizia, la schiavitù.
La nostra interlocutrice fa sapere che i disegni e gli ornamenti sono opera di Mirjana Zivkovic, e che il libro “Canti lirici serbi” è arricchito con le fotografie con usi e costumi, riti, oggetti antichi, pizzi, custoditi in genere nel Museo etnografico. Tutto questo ci trasmette l’atmosfera in cui nacquero e vissero le canzoni.
La Dragojlovic ricorda che i canti lirici serbi furono molto apprezzati da Jacob Grimm i Goethe, e il poeta Adam Mickiewicz disse che “non c’è niente di più attraente dello stile di queste canzoni”, e che “sono l’apice della perfezione dello stile slavo”. Il nostro letterato Vuk Stefanovic Karadzic diceva “la cosa più preziosa in loro è la purezza e la dolcezza della nostra lingua”, e in seguito Vasko Popa rilevò che “possiamo essere orgogliosi del tesoro poetico del nostro popolo, che questo tesoro ci unisce all’intero mondo”.
