
Con il recente ritrovamento di diversi scheletri di mammut dalla preistoria, come anche di sepolcri romani risalenti al II e III secolo, il sito archeologico Viminacium vicino a Kostolac si trova di nuovo nel centro dell’interesse del pubblico mediatico internazionale e degli esperti in materia. Questa scoperta è una sensazione mondiale, perché si tratta di un cimitero di mammut sviluppatosi in diversi periodi della storia geologica. Oltre a questi scheletri, fino ad ora sono stati rinvenuti in tutto 23 resti di fossili di mammut in Europa, Africa, Asia ed America settentrionale. Articolo di Ranka Pavlović.
Il cimitero di mammut è stato scoperto sul colle Nosak, che si trova sullo spazio della miniera a cielo aperto di carbone “Drmno” della Centrale termica Kostolac. Verso gli inizi di giugno gli archeologi hanno trovato prima le ossa di un solo mammut, il quale, a quanto pare, risale all’Era glaciale. Popolarmente conosciuto come Nosko, è più giovane di Vika, un mammut femmina, i cui resti vennero rinvenuti nel 2009, a due metri di distanza da questa località. Oltre ad essere più giovane, Nosak è più alto di Vika, testimoniato dall’osso della gamba della lunghezza di 1,30 metri, che significa che la gamba di quell’animale preistorico era lungo 2,5 metri o di più.
Poco dopo, nelle vicinanze, sono state rinvenute delle nuove ossa, per le quali si presuppone che fanno parte degli scheletri di 5 o 6 mammut, altrettanto più giovani di Vika. In base ai sedimenti in cui sono state rinvenute le ossa, i paleontologi del Museo di Storia naturale presuppongono che si tratti di mammut lanosi, i quali morirono verso la fine del pleistocenico 10mila anni fa. Il corpo di questi mammut era ricoperto da lunghi e densi peli, che li difendeva dal clima rigido. L’altezza del mammut lanoso sorpassava i tre metri, e per questi sono caratteristiche le lunghe e zanne avvolte a spirale, le quali arrivavano fino ai 5 metri. E’ molto probabile che durante gli scavi di questi resti di scheletro, si trovino anche altre ossa, le quali faranno scoprire agli archeologi se i mammut andavano in quel posto per morire, come lo fanno oggi anche gli elefanti, oppure li ha sorpresi una catastrofe naturale. Per quanto riguarda il mammut femmina Vika, per lei è stato confermato che annegò e morì nel fango della palude.
La nuova scoperta del mammut ha suscitato grande interesse da parte degli esperti in materia. Il Museo di Storia naturale di Parigi, uno dei più grandi e più conosciuti al mondo, ha invitato gli archeologi di Viminacium di partecipare alla conferenza “Il mondo dei mammut e dei loro antenati” in Alaska, in modo da presentare ai loro colleghi questa straordinaria scoperta. Oltre a ciò, gli esperti in geologia di Cina, hanno annunciato che visiteranno il sito verso la fine dell’estate, in modo da fare delle ricerche sul terreno. Esiste già l’idea di aprire un grande parco paleontologico, ed in tale occasione sono stati avviati i negoziati con gli esperti americani.
Oltre alla scoperta delle ossa, sui pendii del monte Nosak sono stati rinvenuti dei sepolcri romani risalenti al II e III secolo. Nei sepolcri ci sono degli oggetti preziosi. Gli archeologi evidenziano che in quest’antico cimitero hanno di nuovo trovato il defunto sigillato in calce. Ciò non è stato registrato in nessuna altra necropoli romana, oltre a quella di Viminacium, la quale fu di dimensioni enormi e venne utilizzata per circa 500 anni. Nelle vicinanze di questa necropoli ci sono anche i resti di fornaci circolari, di cui non si possono ancora determinare le intenzioni.
