
Nel Museo etnografico a Belgrado, è stato aperto il Centro per il patrimonio culturale immateriale della Serbia. La conservazione del patrimonio immateriale dell’umanità è uno dei compiti più importanti che l’UNESCO ha posto davanti all’intera comunità internazionale, approvando nel 2003 la Convenzione sulla tutela del patrimonio immateriale.
All’inaugurazione solenne del Centro per il patrimonio immateriale nel Museo etnografico nella capitale della Serbia, il ministro della cultura e dell’informazione, Predrag Markovic, ha dichiarato che “la Convenzione sulla tutela del patrimonio immateriale è un documento che è stato ratificato molto velocemente nel mondo, e che in questo modo è stata dimostrata la coscienza, da una parte sul pericolo che scompaia il patrimonio immateriale, e dall’altra sulla sua importanza chiave per l’identità delle persone che vivono sullo stesso territorio”. Markovic ha ricordato che il suo ministero ha introdotto un nuovo sistema di protezione, ed ha creato la rete per la conservazione del patrimonio culturale immateriale. Questa rete è composta dal Comitato nazionale per il patrimonio culturale immateriale, dalla rete di coordinatori e dal Centro per il patrimonio culturale immateriale della Serbia. Il ministro Markovic ha rilevato che l’apertura del centro rappresenta soltanto l’inizio delle attività che dovrebbero prendere vita quando sarà completato il quadro legislativo. In conformità ai propri obblighi e al bisogno di preservare il patrimonio culturale immateriale, il Ministero della cultura e dell’informazione ha promosso una serie di attività che hanno per scopo la raccolta, l’elaborazione e la promozione di proposte per l’iscrizione nel Registro nazionale. La Commissione per l’iscrizione degli elementi del patrimonio culturale immateriale nel Registro nazionale ha inviato 36 proposte al Comitato nazionale. Fra esse ci sono la festa famigliare – slava, la preghiera, le cerimonia per la festa di San Giorgio, il ballo tondo, il ballo tondo a tre, il ballo tondo a sei passi, il canto con la gusla, la pratica del flauto, la pittura slovacca naif, i tappeti di Pirot ecc.
L’assistente del ministro per il patrimonio culturale, Dusica Zivkovic, ha rilevato che la Serbia sta partecipando in modo attivo al processo di tutela del patrimonio culturale immateriale, ma che nei Balcani, dove le tradizioni e le culture si intrecciano, questo compito è molto delicato e richiede un approccio serio alla definizione e alla pianificazione del processo di registrazione e tutela del patrimonio delle varie comunità.
Alla cerimonia di apertura del Centro per il patrimonio immateriale, il complesso nazionale “Kolo” ha presentato una parte del patrimonio immateriale della Serbia, e questo è soltanto uno dei modi con cui la Serbia appoggia l’idea di conservare, sviluppare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale, sia in Serbia sia nella regione.
