
Colpo di calore per l’economia serba
Il caldo insopportabile non influisce soltanto sui cittadini, ma mette a repentaglio anche la raccolta. Sono in pericolo quasi 1,7 milioni di ettari di terreno agricolo, a causa di scarsissime piogge e di altissime temperature. Cronaca dell’economia internazionale a cura di Tamara Prodanovic.
Le condizioni atmosferiche erano sfavorevoli per il grado dalla semina alla raccolta, eccetto che in aprile e maggio. Quest’anno in Vojvodina sono stati piantati 240mila ettari di grano, e la raccolta era di al massimo sei tonnellate per ettaro. La raccolta del grano in Sumadija si sta portando a termine e si prevedono 4 tonnellate, e altrettante di orzo.
Le altissime temperature influiscono sull’intera produzione agricola, e soprattutto sul mais che è stato dimezzato nella circoscrizione di Rasin, nella Serbia centrale. La Corporazione agricola Belgrado, che nutre la capitale serba, non ha problemi con le temperature estive perché ha un ottimo sistema di irrigazione che copre 4mila ettari di terreno. La raccolta dell’orzo è già terminata, ed è in corso la raccolta del grano, e poi toccherà alla barbabietola.
La Serbia ha raggiunto, tra l’altro, il record nella riduzione delle superfici coperte dal grano, che negli ultimi 20 sono state dimezzate. Anche se i risultati della semina di quest’anno sono buoni, la Serbia deve stabilizzare la produzione del grano e avere in ogni momento a disposizione un milione di tonnellate per l’esportazione. Il nostro paese non dovrebbe mai scendere sotto i 500mila ettari, avvisano gli esperti, finchè la raccolta media di grano non superi 5 tonnellate per ettaro, cosa al momento sogno di tantissimi agricoltori. Lo stato deve prendere delle misure per stabilizzare e aumentare la produzione dei cereali, perché sono la base dell’alimentazione.
La siccità non è soltanto un problema dei paesi nella regione, è diventato un problema globale. Come esempio si prende l’Ucraina, il principale esportatore di grano, con la prognosi che quest’anno avrà 10 milioni di tonnellate in meno da esportare rispetto l’anno scorso. Questo trend ha colpito anche gli esportatori come l’Argentina e la Russia, e i grandi consumatori come la Cina e l’India per i quali è allarmante la notizia che il prezzo del grano aumenterà sul mercato mondiale.
Il governo ha preso la decisione di rimborsare 100mila tonnellate di grano. Il prezzo a chilo è salito di 20%, e i rincari causano l’effetto domino con l’aumento del prezzo della farina, e di conseguenza anche del pane.
