
- Scopi economici del nuovo governo -
Il nuovo governo serbo avrà nel settore economico come priorità l’abbassamento del disavanzo nel bilancio e del consumo pubblico, l’aumento della crescita economica e dell’occupazione, e la realizzazione dei progetti nazionali di sviluppo. Secondo il primo ministro Ivica Dacic, la riviviscenza dell’economia è la priorità del governo, dal quale dipendono tutti gli altri scopi nazionali. Cronaca dell’economia internazionale a cura di Biljana Blanusa.
Nel suo primo discorso come premier, Dacic ha evidenziato che la Serbia ha bisogno di una politica economica indirizzata verso lo sviluppo, che porterà alla riviviscenza dell’economia e all’aumento degli standard dei cittadini. Lui ha sottolineato che la Serbia dovrebbe essere un paese di giustizia sociale e che quindi la politica economica non sarà indirizzata verso il risparmio a carico dei cittadini, ma il carico della crisi sarà distribuito equamente tra le istituzioni statali e il settore finanziario. Rilevando che la crisi economica ha lasciato gravi conseguenze, visibili nell’aumento della disoccupazione e nell’insolvenza dell’imprenditoria, Dacic si è adoperato per un ruolo più grande del settore finanziario nello stimolo delle attività economiche. Lui ha dichiarato che il debito del paese, rispetto all’intero prodotto sociale, è molto inferiore rispetto agli altri paesi europei, ed ha aggiunto che per abbassarlo è necessario assicurare la crescita del prodotto interno lordo. Per quanto riguarda le prime misure che prenderà il governo, esse saranno indirizzate verso la stabilità della valuta nazionale, il proseguimento delle sovvenzioni statali, un prezzo più conveniente del capitale, un’amministrazione più efficace, e verso lo stimolo dell’esportazione e dell’imprenditoria, allo scopo di creare condizioni più favorevoli per gli affari.
Nell’ambito della strategia di sviluppo, il governo stimolerà particolarmente l’agricoltura, l’industria alimentare, l’energetica e l’infrastruttura, nonché gli investitori. Gli investimenti stranieri sono importantissimi per lo sviluppo del paese, e quindi ci sarà il proseguimento delle sovvenzioni che erano la prassi anche nel periodo precedente. Allo scopo di modificare la struttura sfavorevole del prodotto interno lordo, nella quale dominano i servizi, il governo ha annunciato il processo di reindustrializzazione. Per quanto riguarda la politica monetaria, essa avrà il compito di fermare il calo della valuta nazionale. Per Dacic non ci sono dilemmi risparmio o sviluppo, perché la Serbia, ha sottolineato, ha bisogno di entrambi.
Secondo l’accordo di coalizione, firmato dai partiti politici che hanno formato il governo, a settembre saranno prese le prime misure urgenti per l’abbassamento del disavanzo nella cassa statale, e le misure radicali per la riduzione della burocrazia e l’eliminazione delle spese superflue dello stato. Per ottobre è stata annunciata la nuova legge sugli appalti, che dovrebbe portare a ulteriori risparmi. È stata annunciata anche la riforma delle imposte, e l’abrogazione di tasse superflue e delle imposte locali. Il settore agricolo dovrebbe ricevere il primato, perché si prevedono nel bilancio il doppio dei mezzi. Anche se la coalizione al potere ha rilevato che non saranno “congelati” gli stipendi nel settore pubblico e le pensioni, una delle proposte del Consiglio fiscale appoggiata dal Fondo monetario internazionale, e che è previsto il proseguimento delle trattative con quell’istituzione finanziaria sul nuovo arrangiamento. Si annuncia inoltre la riforma delle imprese pubbliche. Prendendo in considerazione gli scopi dichiarati, il nuovo governo dovrà affrontare numerose sfide.
