
Non ci saranno condizioni aggiuntive per la Serbia sulla strada verso l’Unione europea, eccetto quelle definite dal Consiglio dell’Unione europea all’inizio dell’anno – proseguimento del dialogo tra Belgrado e Pristina e riforme dello stato e della società – hanno evidenziato dopo l’incontro a Belgrado, il primo ministro della Serbia, Ivica Dacic, e il ministro degli esteri italiano, Giuliano Terzi. Servizio di Sandra Pekic.
Il premier Dacic ha dichiarato che le integrazioni europee restano una priorità per il nuovo governo serbo. Secondo lui, è necessario cominciare al più presto con Bruxelles le trattative sull’associazione.
“La Serbia applicherà per il suo bene, e non perché lo chiede Bruxelles, le riforme necessarie per l’adesione all’Unione. Belgrado, altrettanto, condurrà la politica che ha per scopo la pace e la stabilità nella regione, incluso il proseguimento del dialogo con Pristina”, ha rilevato Dacic.
Rispondendo alla domanda dei giornalisti, Dacic ha rilevato che non si è parlato del livello per il dialogo, e che la data per il nuovo girone di negoziati sarà decisa a settembre.
Il capo della diplomazia italiana, Giuliano Terzi, ha ribadito che l’Italia appoggia fermamente la Serbia sulla strada europea, e che la sua visita come il primo diplomatico straniero a Belgrado dalla formazione del nuovo governo, è la conferma dei tradizionalmente buoni e forti rapporti.
TON “Già dal momento in cui è stato eletto Tomislav Nikolic come presidente della Repubblica, l’Italia ha dimostrato che desidera essere vicina alla Serbia, perché per noi è importante la partnership strategica con il vostro pese”, ha dichiarato Terzi.
Lui ha ricordato che sulla strada di integrazioni europee è necessario continuare le riforme e il dialogo con Pristina. Alla domanda se l’Italia appoggia la partecipazione delle Nazioni Unite al dialogo fra Belgrado e Pristina, Terzi ha valutato che questa decisione deve essere presa dal segretario generale dell’ONU, visto che le forze dell’Organizzazione mondiale si sono quasi completamente ritirate dal campo.
Il primo ministro Dacic ha parlato della collaborazione economica, ed ha ricordato che l’Italia è il terzo più importante partner commerciale della Serbia, e che nel nostro paese lavorano 400 aziende italiane, tra cui la FIAT e la Benetton. Lui ha aggiunto che il parlamento serbo ratificherà presto l’accordo sull’energetica che dovrebbe portare parecchi investimenti italiani. Confermando che bisogna continuare la buona cooperazione economica e politica tra i due paesi, il premier serbo e il capo della diplomazia italiana hanno evidenziato che i rapporti dovrebbero essere approfonditi nel settore culturale e scientifico.
