Dj.Vukadinovic: la relazione di Ban Kee-Moon è un preparativo per l’incontro al livello più alto

08. 08. 2012. - 20:45 -- MRS
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Nella relazione trimestrale sulla situazione in Kosovo, nella quale ha espresso la preoccupazione a causa delle debolezze nel lavoro della polizia kosovara, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Kee Moon ha criticato aspramente la polizia kosovara a causa di una serie di sbagli e ommissioni che ha commesso negli ultimi tre mesi. La mancanza delle azioni ha messo in dubbio la sua capacità di reagire tempestivamente e in modo adeguato nelle situazioni di crisi e di conquistare la fiducia dei cittadini. Quali conseguenze potrebbe avere la relazione di Ban Kee-Moon? L’articolo su questo argomento è stato scritto da Mladen Bijelic

Il segretario generale ha espresso la preoccupazione, tra l’altro, perché durante la celebrazione della festa serba Vidovdan sono stati commessi molti incidenti. Egli ha criticato anche la comunità internazionale perché non è stato raggiunto un consenso in proposito. Questo ostacola il raggiugumento dei compromessi necessari nel processo della ricerca delle soluzioni e le trattative tra Belgrado e Pristina, ha scritto Ban Kee-Moon. La sua relazione è stata distribuita agli ambasciatori dei Paesi membri delle Nazioni Unite due settimane dopo la sua visita a Belgrado e Pristina.

L’analista politico e il reddatore del Pensiero politico serbo Djordje Vukadinovic ha dichiarato alla nostra radio che lo scopo principale delle parole insolitamente aspre usate nel documento steso dal segretario generale dell’Onu è che il dalogo tra Belgrado e Pristina sia continuato e che si prepari l’incontro dei loro rappresentanti al livello più alto. Penso che la relazione del segretario generale dell’Onu sia benevola nei confronti di Belgrado e che egli abbia dimostrato di voler incoraggiare il nuovo esecutivo serbo e il Presidente dello Stato Tomislav Nikolic. Dall’altra parte, essa è una specie di avvertimento a Pristina che deve fare uno sforzo almeno simbolico che la situazione sul terreno migliori, ha dichiarato Vukadinovic. È ovvio che la situazione sul terreno è molto diversa dalle relazioni ottimistiche stese dai rappresentanti internazionali, nelle quali si trovava ogni tanto un insignificante scetticismo nei confronti delle autorità albanesi. Sarebbe però illusorio attendere che i Paesi occidentali smetteranno di appoggiare Pristina dopo la relazione del segretario generale delle Nazioni Unite. Sono propenso a credere che questa relazione rappresenta un gesto di incoraggiamento delle autorità della Serbia e una specie di preparativo e preludio all’incontro tra il Presidente serbo Tomislav Nikolic e la presidentesa del Kosovo Jahjaga, ha detto Vukadinovic nell’intervista rilasciata alla nostra radio. Si suppone che alla riunione del Consiglio di scicureza che s terrà il 21 agosto la Russia chiederà le spiegazioni sull’addestramento dei ribelli della Libia e Siria in Kosovo.

Allo stesso tempo l’Eulex ha comunicato che si stano approfondendo le indagini sul traffico di organi che sono stati tolti ai serbi sequestrati in Kosovo durante gli scontri militari, il quale è stato descritto nella relazione dell’inviato particolare del Consiglio europeo, il diplomatico svizzero Dick Marty. Sono stati intensificati i contatti con le persone che possiedono le informazioni legate alle indagini su quesi crimini orrendi. Il capo del team che condue le indagini Clint Williamson ha assicurato la realizzazione del programma della protezione dei testimoni, ed ha contattao i rappresentanti di alcuni Paesi, scrive nella relazione del segreatrio generale dell’Onu. Nella sua relazione trimestrale sulla situazione in Kosovo Ban ha rilevato anche che le etnie minoritarie sono costrette ad affrontare numerosi problemi e che pochissimi profughi serbi sono tornati in Kosovo. Le ragioni per questa situazione sono, tra l’altro, l’uccisione di due profughi serbi nel sud del Kosovo, gli attacchi contro le case e la proprietà della popolazione serba e le minacce degli estremisti albanesi contro i profughi nei dintorni di Klina, nel Kosovo centrale, dopo i quali due case serbe sono state date alle fiamme, ha scritto il segretario generale delle Nazioni Unite nella sua relazione trimestrale sul Kosovo.