
La spesa di energia cresce di giorno in giorno, e più di 1,3 miliardi di persone, soprattutto in Africa e Asia, non ha l’accesso alla corrente, lo ha dimostrato il sondaggio dell’Agenzia internazionale per le fonti di energia rinnovabile. La produzione di corrente dalle fonti rinnovabili è competitiva rispetto a molte tecnologie, le quali utilizzano dei combustibili fossili. Il potenziale totale delle fonti rinnovabili di Serbia è stimato all’equivalente di 4,7 milioni di tonnellate di petrolio. Cronaca dell’economia internazionale a cura di Ranka Pavlović.
La realizzazione dell’obiettivo dell’ONU, che fino al 2030 la corrente elettrica diventi accessibile a tutte le persone del mondo permetterebbe l’apertura di quattro milioni di posti di lavoro nel settore energetico. Durante il 2011 gli investimenti in questo settore hanno raggiunto circa i 260 miliardi di dollari, mentre la produzione di energia elettrica col tempo diventa sempre meno cara. Le spese di produzione, attraverso i sistemi solari, si sono ridotti del 60 percento negli ultimi due anni, ed è di un dollaro a kilowatt. Con la cifra di 0,06 dollari per kilowatt l’ora, i rifiuti agricoli e del legno si trovano tra le fonti di energia meno costose, mentre la corrente dai grandi stabilimenti idrici può essere meno costosa di tre volte, ed è per questo motivo che è più competitiva.
Il maggiore e più efficace utilizzo dell’energia “verde” è stato delineato dai Documenti strategici di Serbia. Durante l’estate del 2012 l’EPS indirà gli appalti per la costruzione di otto nuovi e la rivitalizzazione di 15 piccole centrali idriche. Tale investimento, stimato a 23 milioni di euro, verrà finanziato dal prestito della banca europea per il rinnovo e lo sviluppo, mentre l’inizio dei lavori è previsto per l’autunno dell’anno corrente. La ditta tedesca RWE ha fondato insieme all’EPS un’impresa comune “Moravske hidroelektrane”, per la costruzione di 5 stabilimenti sul fiume Velika Morava. Inoltre, l’RWE ha in piano anche altri progetti, come ad esempio la reversibile centrale idrica “Đerdap 3”.
Per quanto riguarda l’utilizzo della forza del vento, la Serbia dovrebbe ottenere fino agli inizi del 2014 dei parchi eolici. Dal totale potenziale delle fonti di energia rinnovabile, circa il 5% si riferisce al potenziale dell’energia del vento. Esso è forte soprattutto nel territorio della Vojvodina dove soffia la Košava, soprattutto in Banato, come anche intorno alla portata meridionale del Danubio. Per la prima centrale eolica “Plandište 1” in Vojvodina è già stata rilasciata l’autorizzazione per la costruzione. Tale progetto avrà la forza di 102 megawatt, la produzione di corrente è stata prevista attraverso 40 mulini a vento, e il valore dell’investimento è di 3,22 milioni di euro. Oltre a ciò, l’EPS vicino a Kostolac ha in piano la costruzione di un parco eolico, e i lavori potrebbero iniziare nel 2013. Il valore di quest’investimento è di circa 40 milioni di euro. Un impulso importante di questo potenziale verrà dato anche dall’impresa tedesca “Siemens”. Infatti, questa compagnia un anno fa ha avviato a Subotica la costruzione della fabbrica per i generatori eolici, e il valore dell’investimento, il quale verrà concluso fino alla fine del 2013, è di 24 milioni di euro.
Per quanto riguarda l’energia solare, è già stato accordato che la compagnia “Securum Equity Partners Europe” di Lussemburgo, costruisca nelle vicinanze di Pirot il maggior parco eolico del mondo “Onegiga”, della forza di mille megawatt. Si estenderà su 3mila ettari, e il valore dell’investimento è di 1,7 miliardi di euro. I primi kilowatt di corrente si dovrebbero trovare nel mercato nel secondo trimestre dell’anno prossimo, mentre la totale produzione è destinata all’esportazione. Oltre a ciò, fino alla fine dell’estate, nelle vicinanze di Leskovac, si costruirà la prima centrale solare, ed è in piano la costruzione di un simile centro anche sullo Zlatibor.
Nei piani strategici della Serbia è stato fissato l’obiettivo di aumentare fino alla fine del decennio la partecipazione delle fonti di energia alternative al 20 percento, cosa che è in conformità con le richieste dell’Unione europea.
