
I partiti in Serbia non hanno pubblicato i nomi di 120 donatori che per il finanziamento della campagna elettorale hanno stanziato più di 109 milioni di dinari, sono i risultati dell’indagine dell’organizzazione Trasparenza della Serbia. Il direttore di quell’organizzazione, Vladimir Goati, ha dichiarato che è stato accertato che i mezzi ricevuti e spesi non coincidono per alcuni partiti. Servizio di Jelena Simic.
Goati ha dichiarato che il dato che alcuni partiti hanno speso per il finanziamento della campagna elettorale più denaro di quanto hanno ricevuto dalle fonti pubbliche e dai donatori, si potrebbe spiegare soltanto come trasgressione della legge. Con un finanziamento del genere i partiti influenti, le persone dall’ombra desiderano avere l’ascendenza sulla scena politica, ha fatto sapere il presidente dell’organizzazione Trasparenza.
Goati non ha voluto commentare l’annunciata determinazione del futuro governo serbo di lottare contro la corruzione, perché è ancora presto. Lui ha però evidenziato che è difficile dare in questo ramo un voto positivo al precedente governo, visto che non ha dimostrato la volontà politica per sconfiggere questo male sociale, ha valutato Goati.
Il direttore del programma della Trasparenza, Nemanja Nenadic, ha sottolineato che i partiti hanno speso 380 milioni di dinari in più rispetto alla somma segnalata per la pubblicità televisiva, e che per i cartelloni pubblicitari, durante le presidenziali e le parlamentari sono stati pagati 880mila euro in più del riferito. Lui ha fatto sapere che si tratta del 60% della somma segnalata, che è una grave trasgressione della legge.
