
La Grotta di Rajko è un bene speleologico protetto, che assieme ai dintorni rappresenta un parco geologico nella Serbia orientale, nei pressi di Majdanpek. La Grotta si può raggiungere con una strada d’asfalto, attraverso i boschi di faggio, acero e quercia, lungo la riva del fiume Mali Pek e del lago artificiale Veliki zaton. La Grotta fu scoperta alla fine dell’Ottocento dal famoso naturalista serbo Jovan Cvijic, ma i turisti vi fecero la prima passeggiata soltanto nel 1975.
L’entrata nella Grotta, che guarda verso il borgo Rajkovo, era abitata già nella preistoria, cosa confermata da un martello di pietra che si conserva nel Museo di Majdanpek. La Grotta di Rajko è attraversata dall’omonimo fiume, che all’uscita si unisce al fiume di Pasko, creando così il Mali Pek.
Per le caratteristiche speleologiche e l’evoluzione morfogenetica, la Grotta di Rajko è una delle più interessanti in Serbia. Consiste in due orizzonti, voragine e sorgente. Il basso è idrico, e l’alto è un orizzonte asciutto. Con 2304 metri di canali esplorati, è la grotta più lunga in Serbia. Con l’unione del canale fluviale e di quello asciutto nasce un sentiero circolare lungo 1410 metri, ma i turisti per ora possono visitare soltanto parti dell’orizzonte fluviale e asciutto nell’intera lunghezza di 633 m. La temperatura nella grotta è di +8 gradi, mentre l’umidità relativa è di 100%.
La Grotta di Rajko è ricca di ornamenti di varie forme. Un sentiero stretto attraversa alcuni corridoi che portano il nome degli ornamenti, e in alcuni punti le stalattiti e stalagmiti sono quasi trasparenti e luccicano, ma ci sono alche quelli incredibilmente bianchi. La più grande e forse la più bella è la Sala da Concerto, poi la Camera dei ricci ed organi.
La Grotta di Rajko ricevette il nome secondo Rajko Vojvoda, che visse nell’Ottocento. La storia racconta che era un locandiere, e che di notte saccheggiava le carovane turche e nascondeva i tesori proprio in quella grotta, ma il tesoro non fu mai trovato.
