I partiti bosgnacchi nel nuovo Esecutivo

21. 07. 2012. - 16:32 -- MRS
pss

Durante la settimana, la coalizione che dovrebbe formare il nuovo Governo ha subito due rifiuti e due consensi dai potenziali partner l’esecutivo. Scena politica della Serbia a cura di Jelica Tapušković.

Già durante gli inizi della settimana, il leader del Partito socialista di Serbia, Ivica Dačić, aveva parlato con il presidente de L’alleanza degli ungheresi di Vojvodina, Ištvan Pastor, il quale, nonostante l’appoggio al programma della coalizione per l’attuazione delle misure del nuovo Governo, lo ha rifiutato. Anche la direttrice dell’Ufficio per le integrazioni europee, Milica Delević, ha rifiutato giovedì la proposta di entrare a far parte del nuovo Governo, dopo la seduta del comitato centrale del Partito democratico, di cui è membro. Anche se ha ottenuto l’appoggio all’entrata da parte di alcuni colleghi del suo partito, tra i quali anche da parte del suo ex marito, Dragan Đilas, ha prevalso il parere della rigide corrente dei democratici, che non si può collaborare con la futura coalizione al potere.

Quale sarà l’esito, almeno per quanto riguarda l’acquisizione di nuovi partner di quella stessa coalizione, lo si è potuto presentire al festeggiamento del 22° anniversario del Partito socialista di Serbia, al quale si sono presentati il leader del Partito d’azione democratica, Sulejman Ugljanin, nonché del Partito social-democratico di Serbia Rasim Ljajić. Anche se ex rivali, soprattutto per quanto riguarda la comunità bosniaca nel Sangiaccato, negli ultimi tempi esprimono lodi l’uno all’altro. Il leader dei socialisti, Aleksandar Vučić, e il leader dei socialisti, Ivica Dačić, non hanno parlato molto in pubblico riguardo all’accordo con Ugljanin, ma la notizia circa l’accordo con Ljajić ha suscitato polemiche. Non si sa chi è quello che si è sorpreso di più, se il pubblico politico o il Partito democratico, dato che il suo alleato più fedele ha deciso di accedere alla coalizione degli oppositori. Nonostante l’opposizione da parte dei partner con i quali, come ha detto Ljajić, condivide l’ideologia e i principi democratici, la ragione principale per l’accettazione della “proposta indecente” da parte della coalizione SNS-SPS-URS, è la sopravvivenza dell’SDPS. In tal modo la Serbia ha ottenuto un nuovo vice presidente del Governo e il ministro del commercio interno ed esterno, della telecomunicazione e della società informatica. Con ciò la coalizione al potere, con a capo Ivica Dačić, ha assicurato l’appoggio di più di 140 deputati, dei 250 quanti ci sono nel parlamento.

Tutti questi avvenimenti hanno creato confusione all’interno del maggior partito d’opposizione – il Partito democratico. Si è parlato molto riguardo alla futura assemblea del partito, alla quale verrebbe eventualmente eletto il nuovo presidente. E mentre Tadić smentisce di pensare riguardo all’eventuale partenza dalla vetta del partito, altri, come ad esempio la vice presidentessa Jelena Trivan, dicono che Tadić e il sindaco di Belgrado, Dragan Đilas, potrebbero gestire insieme il partito.