Il “The Guardian” su Danilo Kiš

12. 08. 2012. - 18:24 -- MRS
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Nell’ambito della sua serie letteraria sui racconti brevi, il noto quotidiano britannico “The Guardian” ha presentato lo scrittore serbo Danilo Kis, mettendolo allo stesso livello dei grandi della letteratura mondiale. Panorama culturale a cura di Tihana Pavićević.

La famosa serie letteraria del “The Guardian”, in cui anche il nostro grande scrittore serbo, Danilo Kiš, ha trovato posto, ha presentato numerosi classici della letteratura mondiale, da Giovanni Boccaccio ad Ernest Hemingway, James Joyce, Ray Bradbury e molti altri. Nella serie dedicata ai grandi della letteratura mondiale, nel prestigioso giornale britannico “The Guardian”, Danilo Kiš viene descritto come uno degli scrittori più importanti dopo la Seconda Guerra mondiale, ma anche come uno dei rari geni della letteratura mondiale, la cui reputazione nei paesi anglosassoni si trova ad un livello invidiabile.
Nell’articolo pubblicato dal quotidiano britannico, viene evidenziato il mondo in cui Kiš elabora la realtà e i difficili fatti, ragione per cui i maggiori critici della letteratura mondiale lo paragonano a James Joyce, Bruno Schulz e Franz Kafka, i quali comunque hanno avuto un forte impatto sullo specifico stile di scrittura e modo di pensare di Kiš. Danilo credeva che la letteratura deve “correggere” la storia, perché quest’altra è troppo generalizzata. L’analisi dell’opera “Una tomba per Boris Davidovič” e la presentazione della biografia dello scrittore occupano gran parte dell’articolo.
Danilo Kiš si laureò alla Facoltà di filosofia a Belgrado, come primo studente della sezione per la Storia della letteratura mondiale con teoria della letteratura. Kiš fu uno dei principali scrittori della letteratura serba contemporanea. Come narratore e saggista, nella prosa raggiunse il massimo nel campo dell’arte, occupandosi allo stesso modo dei temi della storia e della civiltà. Le prose di Kiš, come ad esempio “Mansarda”, “Psalma” (Salmo), “Pene giovanili”, “La clessidra”, “Una tomba per Boris Davidovič” e “L’enciclopedia dei morti”, arricchirono notevolmente non solo la letteratura serba, ma anche quella mondiale. Nel suo famoso saggio “La lezione di anatomia”, Danilo Kiš divise la storia dei brevi racconti in due ere: prima e dopo di Borges. Le ultime due antologie di racconti pubblicate da Kiš mentre era ancora in vita, “Una tomba per Boris Davidovič” e “L’enciclopedia dei morti”, rappresentano un contributo invidiabile alla finzione dopo Borges, collocandosi tra l’immaginazione e la realtà cementata.