
Il sostituto del capo del Reparto per le situazioni di emergenza presso il Ministero dell’interno, Djordje Babic, ha dichiarato per la nostra radio che si stanno ancora estinguendo gli incendi sul monte Tara, e che sono sotto controllo gli incendi nei pressi di Cacak e Prokuplje. Secondo lui, la pioggia di stanotte e il calo delle temperature hanno aiutato i pompieri, ma il pericolo c’è sempre. Con Babic ha parlato la nostra inviata Jelica Tapuskovic.
Nella notte tra domenica e lunedì le squadre di pompieri, gendarmi e soldati, nonché dell’azienda “Srbijasume”, gli abitanti e le squadre dei comuni, si sono uniti per spegnere gli incendi in Serbia. Il calo delle temperature e la pioggia hanno facilitato il lavoro, ma il vento ha minacciato di espandere il fuoco.
Da stamattina, l’incendio ai piedi del monte Kopaonik è pienamente sotto controllo, nonché gli incendi nei pressi di Cacak, Vrska cuka, vicino al confine con la Bulgaria, e Ljubovija, nella Serbia occidentale. Lungo la linea amministrativa con il Kosovo gli incendi scoppiati 15 giorni fa non sono stati ancora domati perché l’intero tratto è pieno di bombe a frammentazione inesplose.
Il sostituto del capo del Reparto per le situazioni di emergenza presso il Ministero dell’interno serbo, Djordje Babic, ha dichiarato che sul monte Tara, dove la situazione era critica, si stanno spegnendo gli ultimi focolai, e che sono state salvate le case minacciate. Secondo lui, anche se ieri è stato annunciato, la popolazione non è stata evacuata non soltanto perché non c’era più bisogno, ma anche perché tanti non volevano abbandonare le proprie case. In quella parte della Serbia, sottolinea lui, non sarà proclamato lo stato di emergenza, ma la situazione sarà seguito attentamente sul terreno.
“Stiamo lavorando intensamente per bloccare l’espansione del fuoco, durante il giorno saranno utilizzati di nuovo gli aerei”, ha fatto sapere Babic.
Lui ha aggiunto inoltre, che gli incendi nei pressi di Prokuplje, a Gornja Gorevnica vicino a Cacak, e nel borgo Crnca tra Mali Zvornik e Bajina Basta, nella Serbia occidentale, sono stati localizzati ed estinti. Babic ha ricordato che finora hanno perso la vita 15 e sono rimaste ferite 70 persone.
