Investimenti stranieri per lo sviluppo

19. 08. 2012. - 17:51 -- MRS
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La Serbia continua ad essere una delle destinazioni più attrattive per gli investimenti stranieri, non solo dei paesi della regione, ma anche da alcuni stati più sviluppati in Europa. I datori di lavoro giustificano ciò con la manodopera qualificata non cara, ma anche per il fatto che la Serbia è membro dell’Accordo CEFTA, e che ha anche l’Accordo sul libero commercio con la Russia. Le nuove fabbriche comportano nuovi posti di lavoro, e quindi gli investimenti stranieri vengono valutati come salvezza per l’economia. Cronaca dell’economia internazionale a cura di Tamara Prodanović.

Secondo il Programma per la certificazione dei comuni dell’alleanza nazionale per lo sviluppo economico locale, la Serbia ha 21 comuni con un clima d’affari favorevole, cosa che conferma il risultato di due miliardi di euro di investimenti. Il certificato NALED sul buon clima d’affari è un documento che è diventato il primo segnale agli investitori, che il comune, in cui intendono investire, ha le condizioni d’affari in conformità con gli standard dell’UE. L’azienda “Bosch” è presente da anni in Serbia ed ha delle esperienze positive, che hanno influito di decidere di allargare la capacità ed investire ulteriori 71 milioni di euro. Con ciò la “Bosch” si trova tra i 5 maggiori investitori tedeschi in Serbia. A Pećinci, in Vojvodina, verranno prodotti i componenti d’alta qualità, e la fabbrica deve soddisfare l’ulteriore richiesta dall’industria automobilistica in Europa. Anche l’azienda francese “Michellin” si occupa dei veicoli a quattro ruote – ha comprato la fabbrica “Tigar tajers” di Pirot. L’impresa ha in piano di investire circa 170 milioni di euro e di allargare le capacità ai 12 milioni di ruote l’anno.

Il Governo serbo e l’impresa slovena “Gorenje” hanno siglato l’accordo sulla costruzione di una nuova fabbrica di frigoriferi a Valjevo. Gli sloveni investiranno 20 milioni di euro per la costruzione della fabbrica sulla superficie di 30mila metri quadri. I lavori termineranno tra un anno e mezzo, con cui verrà raddoppiata la produzione annuale. La fortuna ha sorriso anche ai cittadini della città di Irig, perché l’impresa svizzera “Cotton medix” ha comprato il terreno nella zona industriale, dove costruirà lo stabilimento per la produzione di assorbenti sanitari. La compagnia austriaca “Eimax”, la quale si occupa della costruzione di spazi d’affari, parchi d’affari e centri logistici, è interessata ad investire a Stara Pazova. Dalla Francia è giunta a Smederevo l’impresa per la produzione di abbigliamento “Margot Fontain”. Inoltre, la ditta tedesca “Deichman”, il maggiore produttore di scarpe in Europa, aprirà altri due punti vendita in Serbia, a Belgrado e Kruševac, e fino ad ora, in tutto il paese, hanno un gran numero di sedi. Il gigante dell’industria bielorussa della gomma “Belšin” è pronto a collaborare con la “Trajal korporacija” di Kruševac.

La Serbia non è soltanto interessante agli investitori europei. Il proseguimento della modernizzazione della centrale termica “Kostolac” continuerà ad essere realizzato con i mezzi del prestito cinese. La prossima fase prevede l’investimento di circa 100 milioni di dollari nell’incremento della produzione di carbone nella miniera Drmno, ai 12 milioni di tonnellate l’anno. Si sta costruendo ancora un blocco termo energetico, del valore di 570 milioni di dollari. Il Canada ha altresì annunciato nuovi investimenti e l’apertura dell’Ufficio regionale d’ingegneria dell’azienda “Lavalin”. Nel 2000 il Canada ha iniziato con la Serbia da zero, e oggi ha il giro d’affari di 500 milioni di dollari d’investimenti, con la prospettiva di aumentare l’importo di tre volte nei prossimi anni. I dirigenti della “Lavalin” hanno da poco siglato l’accordo sulla ricostruzione e la modernizzazione della fonderia di rame a Bor, come anche per la costruzione della fabbrica di acido solforico, del valore di circa 220 milioni di euro. Oltre a ciò, ancora un’azienda canadese, la “Magna International” , ha già siglato l’accordo con il comune di Odžaci, in cui si troverà la produzione di posti auto.