L’Esecutivo già tra due settimane?

07. 07. 2012. - 18:17 -- MRS
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Se sarà come annunciato, la Serbia otterrà verso il 24 luglio il nuovo Governo. Il giorno prima dovrebbe essere eletto il presidente del Parlamento, e il giorno successivo si potrebbero già presentare i nuovi ministri. L’accordo sul trattato di coalizione è quasi pronto, ma ogni passo successivo viene rimandato di due, tre giorni. Ciò che viene discusso viene trasmesso dalla stampa attraverso delle fonti, le quali diffondo solo ciò che è stato pianificato per i media. Scena politica della Serbia a cura di Mirjana Nikolić.

Dal giorno delle elezioni sono passati precisamente due mesi. Si è negoziato ogni giorno, e per ora si sa che è stato concordato il proseguimento verso l’Unione europea, la lotta contra la criminalità e la corruzione, e la stabilizzazione del bilancio. Questi sono gli obiettivi che hanno dominato la campagna elettorale. La coalizione radunata attorno ai socialisti, i progressisti e le Regioni Unite di Serbia hanno introdotto nei punti fondamentali dei loro accordi anche la riduzione della burocrazia statale e l’arresto della prassi dei ministeri dei partiti, e ciò è quello che li differenzia dai precursori. Infatti, gli ultimi due Governi usavano il principio, secondo cui quando un ministro otteneva tale funzione, aveva il diritto di portare con sé il sostituto e i consiglieri dal suo partito. Così praticamente i ministeri sono sotto il controllo dei partiti e hanno poche possibilità di essere controllati, e perciò a volte accadono anche degli scandali. In Serbia, forse anche per questo motivo, nessun ministro è stato punito per le omissioni del ministero a cui è a capo. I capi della maggioranza che formerà il Governo promettono che nei ministeri lavoreranno professionisti, senza basarsi dell’appartenenza politica, e che cesserà la divisione partitica delle imprese pubbliche. Il Partito progressista serbo, come fattore più forte della coalizione, ha la possibilità di attuare ciò che ha promesso. L’inizio è incoraggiante, tenendo presente che il presidente della Serbia, Tomislav Nikolić, ha mantenuto la promessa dando le dimissioni da presidente dei progressisti. Il suo vice, Aleksandar Vučić, ogni giorno ripete che i progressisti non entrano nel Governo per potersi arricchire e che si focalizzeranno sul miglioramento dello standard di vita dei cittadini.

Per come stanno le cose, il nuovo governo verrà formato da politici con esperienza, i quali conoscono il prezzo delle promesse non mantenute. Il premier sarà Ivica Dačić, che secondo a molti parametri è stato uno dei ministri con più successo nello scorso esecutivo. Da lui si può aspettare che raduni una forte squadra. Mlađan Dinkić, come annunciato, condurrà il Ministero delle finanze. Molti dicono che Dinkić è l’unico in grado di far qualcosa con il bilancio statale quasi vuoto. Egli ha introdotto la fiscalizzazione in Serbia, ha ridotto l’economia nera, riformato il settore bancario. Ci sono diverse opinioni riguardo al suo successo, ma si deve riconoscere che egli è uno dei pochi i quali sono pronti a dei tagli radicali.

Tuttavia, prima si deve formare il governo. Come annunciato in precedenza, l’accordo di coalizione comprenderà sia la politica economica che quella sociale, la creazione di uno Stato di diritto, la decentralizzazione e la libertà dei media. In questi giorni non è stata menzionata in pubblico l’integrità territoriale ovvero il rapporto verso il Kosovo e Metochia. Lunedì arriverà a Belgrado il vice segretario di Stato americano, Philip Gordon, il quale offrirà l’appoggio degli USA per la formazione del nuovo governo, ha comunicato lo State Department. Ci si aspetta che richiederà di nuovo ai politici serbi la garanzia che i negoziati con Priština proseguiranno e che rispetteranno gli accordi raggiunti. Il nuovo Governo serbo avrà molto da fare, e il tempo passa, sia per quanto riguardano gli annunciati investimenti stranieri, che per il proseguimento dei dialogo sul Kosovo e il miglioramento economico.