La Serbia ad un passo dal nuovo governo

30. 06. 2012. - 14:22 -- MRS
v

Il Partito socialista serbo dopo più di un decennio, guiderà molto probabilmente di nuovo il governo serbo, poiché l’attuale leader di questo partito, Ivica Dacic, ha ricevuto il mandato. Nella nuova maggioranza parlamentare non ci sarà, a quanto pare, il principale partner finora del Partito socialista serbo, Partito democratico, con cui è stato praticamente annullato l’accordo in base che i due partiti hanno raggiunto fra i due gironi elettorali, quando l’attuale combinazione politica sembrava impossibile.

Il giovedì 28 giugno, alla grande festa religiosa e storica, Vidovdan, il presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha consegnato al leader dei socialisti Ivica Dacic il mandato per la formazione del governo, nel quale la maggioranza parlamentare sarà composta dal Partito progressista serbo, dalla coalizione Partito socialista serbo – Partito di uniti pensionati della Serbia – Serbia unita e dalle Unite regioni della Serbia. Nella prima dichiarazione dopo il mondato, Dacic ha dichiarato che l’unico motivo per la rinuncia dalla formazione del governo con il Partito democratico è la sua intenzione di accettare una grande responsabilità e di capeggiare il governo nelle difficili circostanze in cui si trova la Serbia. Questa era una sorpresa per molti, ma non è una novità sulla scena politica serba, dato che la partnership tra il Partito socialista serbo e il Partito democratico, è nata quattro anni fa praticamente allo stesso modo. Non c’è ancora un accordo preciso sulla struttura del governo. Adesso ci saranno trattative difficili della futura coalizione intorno al programma e alle priorità nel lavoro del governo, che dovrà risolvere numerosi problemi economici e sociali, e anche la questione dello status del Kosovo e Metochia e le integrazioni europee. Secondo gli economisti, la Serbia si sta avvicinando pericolosamente alla crisi di debito, e secondo gli ultimi annunci della Banca mondiale, se non saranno prese delle misure rigide il nostro paese forse da ottobre non potrà più restituire i debiti. C’è bisogno di denaro dall’estero, attraverso gli investimenti diretti e la privatizzazione, oppure di tagli grossi nel consumo, come il congelamento delle pensioni e degli stipendi e l’aumento delle imposte. L’aiuto dall’estero arriverà difficilmente in questo periodo, soprattutto se non si applicano le misure di risparmio. Le misure impopolari non saranno facili per il governo di cui fa parte il Partito di uniti pensionati della Serbia, il quale insiste sui diritti dei pensionati. La campagna elettorale del Partito progressista serbo era altrettanto piena di promesse sul miglioramento della situazione economica e su condizioni favorevoli per gli investitori.

Il progresso principale nelle trattative - nomina del mandatario per il nuovo governo, è stato salutato dall’Unione europea, dagli Stati Uniti e dalla maggior parte dei paesi della comunità internazionale, valutando come molto positivo il fatto che tutti i partiti che formeranno il governo sono pro-europei.