Mosse più concrete dall’autunno

11. 08. 2012. - 17:37 -- MRS
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Questa settimana il nuovo Governo serbo ha parzialmente indicato le direzioni della sua azione. Come aspettatosi, l’attività diplomatica è stata rafforzata nella direzione dell’appoggio alle integrazioni europee, mentre sul piano nazionale si fa cenno su dei cambiamenti che dovrebbero favorire prosperità dalla prossima primavera. Scena politica della Serbia a cura di Mirjana Nikolić.

Una delle informazioni più importanti della settimana è arrivata da New York. Secondo alla visione nella relazione del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, il capo dell’organizzazione mondiale ha espressamente criticato il lavoro della polizia kosovara. Da quello che ha potuto apprendere durante la visita nella regione, egli ha affermato che molte cose non sono state realizzate, cosa che mette in pericolo la situazione dei serbi nella provincia. Nella relazione si sottolinea che il numero di serbi rimpatriati è troppo basso, perché non si garantisce loro la sicurezza e i crimini commessi contro essi non vengono chiariti. Senza sicurezza, libertà di circolazione e il rimpatrio nella provincia dei serbi emigrati, è difficile aspettarsi un buon proseguimento del dialogo Belgrado-Priština. Sembra che di ciò ne sono venuti a conoscenza anche alcune alte cariche del mondo.

Le trattative verranno condotte ad un livello più alto e i postulati principali della politica statale verso il Kosovo rimarranno gli stessi. “I serbi non riconosceranno mai il Kosovo ed esso non sarà mai indipendente senza la volontà dei serbi”, ha dichiarato il capo dell’Ufficio del Governo serbo per il Kosovo e Metochia Aleksandar Vulin. Egli ha messo in evidenza che le istituzioni serbe nella provincia non si possono denominare parallele, perché esse sono le uniche legittime, formate in base alla Costituzione serba e vengono finanziate da Belgrado, aggiungendo che le cosiddette istituzioni parallele sono quelle che vengono finanziate da Priština. Con ciò ha sfatato ogni dubbio, secondo cui il Nuovo esecutivo sarà transigente circa le richieste dell’Europa e del mondo.

Dopo l’elezione del nuovo governatore, i parlamentari sono andati in vacanza, mentre a settembre, come si prevede, il Parlamento si attiverà meglio nell’attuazione del dialogo con Priština. Segue anche il proseguimento delle leggi pro-europee. Come annunciato in precedenza dal Governo, una delle nuove proposte che si troverà nella sala del parlamento sarà la legge sugli appalti pubblici. Il premier, Ivica Dačić, e il primo vice presidente del Governo, Aleksandar Vučić, hanno classificato la lotta contro la corruzione e la criminalità tra le faccende principali nel prossimo periodo. Crediamo, tuttavia, che gli arresti non debbano essere annunciati nei media, soprattutto perché è successo che tutto si concludeva con la liberazione degli arrestati. Sia i ministri che i cittadini sono coscienti che il cambiamento del sistema non può avvenire subito. La riforma del potere della giustizia è la fondamenta di qualsiasi promessa nella lotta contro la corruzione, ed essa sicuramente non è così facile da attuare in nessun paese, e quindi neanche in Serbia.

Per quanto riguardano le misure economiche del Governo, è sicuro che la diminuzione della spesa pubblica non si potrà sentire fino alla primavera. Solo per allora ci possiamo augurare nuovi investimenti dall’estero. Anche se ora esistono molti quotidiani belgradesi che ogni giorno in prima pagina pubblicano previsioni negative, gli esperti in economia mettono in evidenza che la Serbia non si trova vicina alla bancarotta e che uscirà dalla crisi contemporaneamente con gli altri paesi della regione. Tra un mese il Parlamento dovrebbe adottare la revisione del bilancio, e quindi si saprà con certezza cosa ha in piano l’ufficio di Dačić.