
Il ricostruito Museo postale, con più di 10mila pezzi, è una testimonianza dello sviluppo del traffico postale e delle telecomunicazioni in Serbia. Servizio di Milena Gluvacevic.
Il Museo postale – telegrafico – telefonico fu istituito durante il Regno dei serbi, dei croati e degli sloveni, e inaugurato il 31 luglio 1923. L’anno prossimo si compiranno nove decenni di quest’istituzione, che fa parte dei più antichi musei postali in Europa, perché i primi dati sulla raccolta del materiale postale in Serbia risalgono all’Ottocento. Il primo museo si trovava in via Deligradska, e dal 1930 in via Palmoticeva, quando fu costruito il palazzo di oggi. Nel giugno 1958 fu allestita l’esposizione permanente al pianoterra nel museo.
Il fondo del Museo postale comprende la collezione della documentazione storica, dei francobolli, il carro postale originale per 16 persone, risalente all’Ottocento, e il telefono dal quale Nikola Pasic ricevette la notizia sull’attentato al principe ereditario austro-ungarico Francesco Ferdinando. I visitatori possono vedere inoltre le borse e le trombe postali, il telegrafo di Hughes del 1891, la centrale telefonica, i telefoni induttori, il modello di Bell del 1876, la telescrivente che era in uso dal 1928 al 1941.
Il Museo postale è il risultato del bisogno di conservare e tutelare gli oggetti e i dati legati alla storia delle poste serbe. Il Museo possiede anche una biblioteca fondata nel 1958, che dispone di alcune migliaia di monografie e libri specialistici, come i libri sul traffico postale, regolamenti, manuali, progetti, storia delle poste, del telegrafo e della telefonia, libri sui francobolli, numerosi giornali e riviste ecc. La maggior parte sono libri che si trovavano nella Biblioteca del Ministero delle poste e telegrafi tra le due guerre. I libri che arrivavano nella biblioteca erano l’oggetto dello scambio fra i paesi membri dell’Unione postale universale e dell’Unione telegrafica internazionale. Alla biblioteca furono regalati libri anche da parte degli studenti nel Regno della Serbia e nel Regno della Jugoslavia, che studiavano all’estero – Austria, Francia, Belgio, Germania e Russia. L’edizione più antica è “Serbski sekretar” risalente al 1802.
