Nikolic: I problemi in Kosovo devono essere risolti con i mezzi democratici

08. 06. 2012. - 18:17 -- MRS
k

Tutti i problemi in Kosovo e Metochia devono essere risolti solamente con i mezzi pacifici e democratici, mentre il Governo e le istituzioni statali devono fare di tutto in modo da proteggere la sicurezza e i diritti dei cittadini di Serbia, i quali vivono nella Provincia, ha dichiarato il presidente della Serbia, Tomislav Nikolić, durante la riunione di ieri con i rappresentanti dei quattro comuni del Kosovo settentrionale e con il delegato del distretto Kosovsko-mitrovački. Servizio di Ivana Subašić.

“Nel risolvimento del problema kosovaro è necessario raggiungere il consenso di tutti i fattori politici in Serbia”, ha detto Nikolić. Come evidenziato nel comunicato dell’Ufficio stampa del presidente, egli si è obbligato a convocare al più presto possibile delle riunioni, alle quali verrebbe stabilito il consenso dei fattori politici. Il presidente della Serbia ha sottolineato anche che l’esecutivo serbo e tutte le istituzioni devono intraprendere tutto ciò che è nelle loro forze, in modo da proteggere la sicurezza e i diritti dei cittadini di Serbia, i quali vivono in Kosovo e Metochia, ed ha invitato i serbi dalla provincia di non rispondere alle provocazioni e di astenersi dalle azioni violente verso gli appartenenti alle organizzazioni civili e militari nella Provincia.

Nell’intervista all’agenzia Tanjug, Nikolić ha annunciato prima della riunione che consegnerà ai suoi interlocutori una parte delle documentazioni dalle trattative Belgrado-Priština, che ha ottenuto per la prima volta nel momento dell’entrata in carica di presidente della Repubblica. “I serbi dal Kosovo e Metochia devono essere informati su tutti gli accordi e le decisioni che lo Stato serbo approva, e che riguardano direttamente le loro vite”, ha detto Nikolić, sottolineando che sarà a favore di far partecipare in futuro anche i rappresentanti dei serbi del Kosovo nelle trattative. Loro sanno al meglio come vivono e nessuno a Belgrado conosce meglio i loro problemi”, ha spiegato Nikolić, aggiungendo che i serbi in Kosovo e Metochia devono sapere “che cosa ha permesso loro lo Stato, e quale competenza ha ceduto a quello che comanda in Kosovo e Metochia”.

Secondo le parole del presidente del Parlamento del comune di Zvečan, Dragiša Milović, i rappresentanti dei serbi dal Kosovo oggi hanno avuto solo uno sguardo in quella documentazione, ma a breve la riceveranno tutta appena lo analizzerà l’Ufficio del presidente della Serbia. Egli ha confermato che in essa si trovano anche dei contenuti di cui il pubblico serbo non era stato informato. Valutando che la situazione nel Kosovo settentrionale sta peggiorando, Milović ha indicato che Priština utilizza il vacuo istituzionale in Serbia e opera nell’integrazione violenta di quella parte della provincia nel sistema kosovaro. Per questo motivo i serbi dal Kosovo settentrionale si aspettano il consenso riguardo ai fattori politici più importanti in Serbia, in modo da sapere cosa e come andare avanti”, ha sottolineato Milović.

Dopo l’incidente della settimana scorsa tra i serbi locali e gli appartenenti della KFOR durante l’azione di rimozione delle barricate nel villaggio Rudare nel Kosovo e Metochia settentrionale, ma anche dopo la decisione di Priština che dal 1° giugno inizierà con la sottrazione delle targhe auto e dei documenti di guida rilasciati da Belgrado, i serbi dal Kosovo hanno richiesto dal presidente della Serbia di comunicare loro cos’è stato veramente concordato durante le trattative di Bruxelles riguardo al Kosovo. Dopo la riunione con i rappresentanti dei serbi dal Kosovo settentrionale, l’Ufficio del presidente della Serbia ha annunciato anche una riunione con i serbi che vivono a sud del fiume Ibar.