Nikolic: sono pronto a lottare per il Kosovo e Metochia

19. 07. 2012. - 17:24 -- MRS
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Il presidente della Serbia, Tomislav Nikolic, ha dichiarato che è pronto a prendere la responsabilità storica e a lottare per il Kosovo e Metochia, annunciando che radunerà tutti quelli che hanno un ruolo nel paese per trovare la piattaforma per i negoziati, basata sulla Costituzione e sugli interessi dei cittadini della Serbia, e che oltre l’Unione europea, inviterà anche le Nazioni Unite a prendere parte alle attività.

Soltanto quando raggiungeremo il consenso potremo iniziare i negoziati ha dichiarato Nikolic per il quotidiano belgradese “Vecernje novosti”. Lui ha rilevato che la Serbia dovrebbe prendere l’iniziativa nei colloqui, e non soltanto, come ha fatto finora, andare a Bruxelles per dire che è d’accordo con una proposta. Il presidente della Serbia ha rilevato che non permetterà che l’autoproclamato stato del Kosovo diventi un membro delle Nazioni Unite, annunciando che per il Kosovo proporrà soluzioni che sono già state applicate, come lo status dei tedeschi in Belgio o l’esempio del Tirolo Meridionale. Nikolic ritiene che per la problematica kosovara ci siano soluzioni che potrebbero entrare nel quadro della sovranità della Serbia ed essere accettabili per gli albanesi kosovari, ricordando che non bisogna dimenticare la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell’ONU che garantisce che le autorità civili serbe, dopo un paio di anni, dovrebbero prendere di nuovo il controllo dello spazio aereo sopra il Kosovo, e che questo documento sottintende il ritorno dei poliziotti e dei doganieri serbi che proteggerebbero il patrimonio culturale serbo in Kosovo e Metochia. Nikolic ha aggiunto che Bruxelles non può imporre alla Serbia i rapporti di buon vicinato con il Kosovo e l’abrogazione delle istituzioni nel nord della provincia come condizioni per l’associazione all’Unione europea, perché queste condizioni non sono appoggiate dalla Spagna, dalla Grecia, dalla Romania, dal Cipro e dalla Slovacchia, membri dell’Unione che non hanno riconosciuto l’autoproclamata indipendenza del Kosovo. Su quello che accadrà se il riconoscimento del Kosovo sarà posto anche come condizione ufficiale per il proseguimento della strada della Serbia verso l’Unione europea, e se la Serbia potrà contare sulla Russia e sugli altri partner, Nikolic ha evidenziato che l’orientamento del paese deve sempre essere verso una vita migliore dei cittadini. Questo significa che cercheremo altre strade. L’Unione europea è la prima, ma soltanto una delle opzioni, ha dichiarato Nikolic. Alla domanda che cosa farebbe come comandante dell’Esercito della Serbia se il leader degli albanesi kosovari Hasim Taci attaccasse con la forza il nord del Kosovo, il presidente della Serbia ha risposto con la domanda “Se qualcuno attaccasse con la forza il nord del Kosovo, non pensa forse che la Serbia potrebbe riprendersi con la forza il Kosovo? Chi decide quando la forza è giustificata e quando no”, si è chiesto Nikolic, rilevando allo stesso tempo che la civiltà moderna non dovrebbe osservare in silenzio la violenza sui serbi nel Kosovo e Metochia settentrionale.