
A Gorazdevac nei pressi di Pec, nel Kosovo occidentale, è stato tenuto il parastos (la messa funebre) in suffragio dei dicannovenne e dodicenne serbi Ivan Jovovic e Pantelija Dakic, i quali sono stati uccisi nove anni fa, quando le persone ignote hanno aperto il fuoco contro una cinquantina di ragazzi serbi che facevano bagno nel fiume Bistrica. Finora nessuno è stato accusato di qusto crimine. L’articolo su questo argomento è stato scritto da Mladen Bijelic.
Ivan Jovovic e Pantelija Dakic sono stati uccisi dalle armi da fuoco, mentre i loro compagni il ventenne Đorde Ugrenović, il quattordicenne Bogdan Bukumirić, il dodicenne Marko Bogićević e Dragana Srbljak che aveva tredici anni sono stati feriti gravemente. Le raffiche dalle armi da fuoco sono state sparate dalla direzione del villaggio albanese Zahac. I terroristi hanno esploso 90 colpi. Sebbene quel delitto sia stato condannato dai capi di allora dell’Unmik e l’Eulex, i rappresentanti dell’Unione europea, gli Stati Uniti, Francia, Russia e le autorità di Pristina, i quali hanno promesso che avrebbero cercato sotto ogni pietra i colpevoli, fino ad oggi nesuo è stato accusato. Alla fine dell’anno 2010, a causa di mancanza di prove, come è stato comunicato, l’Eulex ha chiuso le indagini su questo crimine. Prima dell’arrivo dell’Eulex in Kosovo le indagini sono state condotte dall’Unmik. La procuratrice Sagmajster Ranciger di nazionalità slovena ha informato ufficialmente il 9 febbraio del 2011 le famiglie dei ragazi uccisi sui risultati delle indagini. Il capo dell’Ufficio del governo serbo per il Kosovo e Metochia Aleksandar Vulin ha invitato ieri l’Unmik e l’Eulex ad avviare le nuove indagini sull’uccisione di due e il ferimento di nove giovani serbi a Gorazdevac. È inconcepibile che dopo nove anni nessuno è stato accusato di aver compiuto questo delitto feroce. Questo crimine è stato commesso quattro anni dopo gli scontri militari in Kosovo. Invito l’Eulex ad avviare le indagini e di cercare in questo modo di guadagnare la fiducia del popolo serbo, la quale è stata persa in modo così profondo, ha dichiarato Vulin.
Lo storico Cedomir Antic, il quale è il presidente del Club progressista, l’unica organizzazione serba che segue il rispetto dei diritti dei serbi nella regione, ha detto nella dichiarazione rilasciata alla nostra radio che le reazioni della comunità internazionale non sono tempestive e adeguate. I diritti civili e politici della popolazione serba vengono violati in tutti i paesi limitrofi e nella regione, in primo luogo in Kosovo e Metochia, ha detto Antic. Paragonando il rispetto dei diritti umani e politici in Repubblica serba, la Croazia e in Kosovo, egli ha detto: „Dal 2.000 in Repubblica serba sono stati uccisi 12 profughi che sono tornati dalla Federazione della Bosnia ed Erzegovina. Tutti i crimini sono stati indagati. È emerso che quasi tutti i delitti sono stati commessi dalla stessa etnia, e non dai serbi. La Croazia, la quale sta per diventare membro dell’Unione europea, non ha restituito molti diritti ai serbi. Sono stati ammazzati 85 profughi serbi che sono tornati. In Kosovo e Metochia dal 1999 fino ad oggi sono state uccise 950 persone, per lo più di nazionalità serba. Queste persone sono state uccise soltanto perché non erano di nazionalità albanese, ha detto Antic. Gran parte di questi delitti non è stata indagata. Il crimine commesso a Gorazdevac è uno di questi delitti. L’uccisione e il ferimento di ragazzi e giovani che facevano il bagno nel fiume durante le ferie dimostra bene quanto le autorità albanesi in Kosovo odiano il popolo serbo. Se le organizzazioni e le persone che difendono i diritti umani in Kosovo in tutti questi anni fossero disposte a lottare per il rispetto dei diritti umani, avrebbero preso parte alla nostra lotta negli anni 90 contro il regime antidemocratico. Loro però volevano soltanto la secessione del Kosovo dalla Serbia e la creazione di una altro stato albanese, etnicamente pulito, sul suo territorio. A prescindere dalla posizione non favorevole nei nostri confronti di molte delle grandi potenze, lo Stato serbo ha commesso numerosi sbagli nella difesa dei suoi interessi strategici. Molti sbagli sono stati commessi anche nella difesa degli interessi dei profughi serbi che sono stati costretti ad abbandonare la Croazia. Le conseguenze di questi sbagli si sentono anche oggi, ha dichiarato il presidente del Club progressista, lo storico Cedomir Antic.
