Nuovo esecutivo serbo non attende i primi 100 giorni

15. 08. 2012. - 21:45 -- MRS
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Nella democrazia parlamentare vale la regola che le opposizioni non debbano criticare il lavoro dell’esecutivo nei primi 100 giorni dopo la sua formazione. In questo periodo le nuove autorità vengono a conoscenza della vera situazione nello Stato, cominciano ad intraprendere le misure concrete e a relizzare il loro programma. A giudicare da alcuni indizi, il nuovo esecutivo non avrà bisogno di molto tempo per dimostrare le sue capacità. L’articolo su questo argomento è stato scritto da Mladen Bijelic.

La Serbia si trova in una pesante situazione economica. Il tempo stringe. Devono essere risolte quanto prima molte questioni economiche e politiche, includendo quelle che riguardano il Kosovo. Non c’è più tempo da perdere. Consapevoli di tutte queste difficoltà i membri del nuovo esecutivo, che appartengono per lo più dal Partito Progressista e al Partito Socialista, hanno intrapreso una serie di attività. Durante la campagna presidenziale il Presidente dello Stato Tomislav Nikolic ripeteva sempre che voleva diventare Presidente di tutti i cittadini. Prima di assumere la carica di Presidente dello Stato Nikolic ha rassegnato le dimmissioni a capo del Partito Progressista. Egli ha promesso che rispetterà la Costituzione e che non riconoscerà la secessione unilaterale del Kosovo. Nikolic ha detto questo in modo ben chiaro anche agli esponenti dell’Unione europea a Bruxelles, durante la sua prima visita ufficiale. Il nuovo Presidente insiste sulla necessità che tutti gli schieramenti politici raggiungano il consenso sulla politica della difesa della sovranità serba in Kosovo. Come aveva promesso ai cittadini, dai rappresentanti dell’Unione europea ha ricevuto la risposta alla domanda che cosa la legislatura precedente aveva accordato nel corso delle trattative con Pristina, le quali sono state condotte a Bruxelles con la mediazione dell’Unione europea. Questa risposta è stata resa nota ai cittadini. Nikolic ha proposto anche che le Nazioni Unite prendano parte alle trattative con Pristina. In alcuni circoli internazioali la sua proposta è stata accolta con benevolenza.
Il premier Ivica Dacic ha detto nel discorso inaugurale che molti investimenti sarano realizzati nel sistema per la produzione di energia e nell’agricoltura, per la quale ha detto di rappresentare un settore strategico. Egli ha annunciato che i ministeri attuali smetteranno di gestire i settori assegnatigli come proprietari delle tenute, nelle quali gli altri partiti non hanno nessuna influenza. Dobbiamo reagire presto nell’interesse dei cittadini. Abbiamo commesso molti sbagli in passato. Molti cittadini sono rimasti dellusi, ha detto Dacic. Il primo vice premier, nonché il Ministro della Difesa Aleksandar Vucic, il quale è incaricato anche della sicurezza e la lotta alla criminalità organizzata e la corruzione, ha annunciato che presto i cittadini si convinceranno che lo Stato ha deciso fermamente di condurre una lotta senza tregua contro la corruzione e la criminalità organizzata. Nessuno deve essere protetto, a prescindere dalla sua appartenenza politica, partitica ed altra. Il rafforzamento delle istituzioni è un pegno per il futuro, ha detto Vucic. Poco dopo sono state scoperte le malversazioni nell’Agrobanca, il proprietario maggioritario della quale è lo Stato, nella quale molti crediti venivano concessi senza garanzie adguate. In questo modo l’Agrobanca ha perso più di 300 milioni di euro. Molti dirigenti della banca sono accusati di aver preso parte alle malversazioni. I cittadini sperano che le indagini scopriranno i legami tra la politica e gli affari. Si suppone che molti rappresentanti politici abbiano dato l’ordine che i soldi venissero dati alle persone singole e le aziende. L’esperto in economia Miroslav Prokopijevic ha dichiarato che l’ex governatore della Banca centrale Dejan Soskic non è la persona chiave nello scandalo legato all’Agrobanca. Soskic non ha una protezione politica e non è membro di nessun partito. Sarà molto più difficile attaccare gli ex ministri, ha detto Prokopijevic.

Il Ministro degli Esteri Ivan Mrkic ha deciso che la sua prima visita ufficuale sarà fatta in Cipro, il quale ha la presidenza di turno dell’Unione europea. Il Cipro è uno dei cinque Paesi membri del’Unione europea che non hanno riconosciuto la secessione del Kosovo. L’omologa cipriota ha detto a Mrkic che Nikosia non cambierà la sua decisione e che non riconoscerà l’indipendenza del Kosovo.

Il Ministro dell’Economia e dello Sviluppo regionale Mladjan Dinkic ha dichiarato che sarà fatto un consolidamento finanziario, il Ministro dell’Agricoltura Goran Knezevic ha annunciato la realizzazione di nuovi progetti e il miglioramento delle infrastrutture nell’agricoltura, il Ministro della Salute Slavica Djukic-Dejanovic ha annunciato che in ottobre sarà adottato il nuovo sistema della valorizzazione del lavoro dei medici, mentre il Ministro del Commercio estero ed interno Rasim Ljajic e il suo team si preparano per affrontre la nuova round delle difficili trattative con il Fondo Monetario Internazionale sulla stipulazione del nuovo accordo. Queste parole incutono coraggio e destano la speranza che sia arrivato il tempo dei cambiamenti radicali che la società serba attende da decenni.