Ondata di caldo porta allo stato di emergenza

09. 07. 2012. - 18:35 -- MRS
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Le alte temperature che in alcune parti della Serbia raggiungono 40 gradi, potrebbero portare allo stato di emergenza. A quanto ha rilevato per la nostra radio il capo del Reparto per le situazioni di emergenza Predrag Markovic, questa decisione dovrà essere presa dalle città e dai comuni nei prossimi dieci giorni. Servizio di Jeleca Tapuskovic.

Come le temperature basse sono uno stress per l’organismo, così anche il caldo provoca il malessere, il mal di testa, l’irritabilità, e può causare il collasso dell’organismo. I meteorologi prevedono nei prossimi giorni sempre temperature altissime, e alcuni paesi nella regione hanno proclamato lo stato di emergenza, consigliando ai cittadini di non esporsi troppo al sole. Il capo del Reparto per le situazioni di emergenza, Predrag Markovic, ha dichiarato che tocca alle città e ai comuni in Serbia decidere se proclamare lo stato di emergenza. Lui ha spiegato che il Reparto è pronto a prendere misure straordinarie per normalizzare la vita nei territori minacciati.

“Lo stato di emergenza sottintende certe misure che si devono rispettare. Per essere più precisi, le misure riguardano l’orario di lavoro, le cisterne con l’acqua potabile, l’analisi della situazione energetica e tutte le altre misure che sarebbero di competenza del Reparto per le situazioni di emergenza. Noi siamo pronti. Abbiamo iniziato i preparativi una decina di giorni fa. Seguiamo la situazione ogni giorno e siamo pronti a intervenire”, ha fatto sapere Maric.

Lui ha aggiunto che c’è anche il pericolo di incendi, soprattutto nel periodo dal 15 al 21 luglio, per quando è stata annunciata la nuova ondata di caldo. Per questo motivo, il Reparti si è già messo in contatto con il Ministero russo per le situazioni di emergenza, che trasferirà nel Centro per le situazioni di emergenza a Nis i velivoli per la lotta antincendio. Secondo Maric, si tratta di misure preventive. Lui ha aggiunto che è necessario rispettare le raccomandazioni del Ministero del lavoro e delle politiche sociali sull’orario di lavoro, soprattutto per le persone che lavorano all’aperto e che sono anche maggiormente a rischio in questi giorni.