Più della metà dei partiti ha consegnato il rapporto sul finanziamento

12. 06. 2012. - 18:30 -- MRS
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Poco più della metà dei partiti politici ha rispettato l’obbligo di consegnare entro la metà di aprile, il rapporto finanziario annuale all’Agenzia per la lotta alla corruzione, ha pubblicato la Trasparenza della Serbia. Secondo l’analisi di quest’organizzazione non governativa, praticamente tutti i partiti parlamentari dal precedente collegio hanno rispettato l’obbligo legale, mentre la relazione non è stata presentata in genere da gruppi di cittadini e dai partiti minori. Servizio di Jelena Simic.

Di 87 partiti registrati in Serbia, 48 hanno consegnato il rapporto, ma alcuni non lo hanno pubblicato sul sito internet del partito. Il direttore del programma dell’organizzazione Trasparenza, Nemanja Nenadic, ha dichiarato che le relazioni confermano che il rapporto fra le entrate e le uscite dei partiti era in genere bilanciato, anche se ci sono stati dei partiti con l’avanzo, come il G17 più con 37,9 milioni di dinari, mentre il Partito socialista serbo ha il deficit di 63 milioni di dinari. Nenadic ha rilevato che più del 70% di tutte le spese dei partiti è stato finanziato dal bilancio ma che grazie alle modifiche alla Legge sul finanziamento di attività politiche, la somma sarà raddoppiata entro il 2013. Secondo lui, questo non è conforme agli standard europei, secondo cui ci dovrebbe essere l’equilibrio fra le entrate pubbliche, private e dal bilancio.

Il direttore dell’Organizzazione Trasparenza, Vladimir Goati, ha dichiarato che è contestabile che con le modifiche alla Legge si prevedono uscite molto più alte per il finanziamento dei partiti, perché la Serbia è un paese povero profondamente in crisi e perché la decisione è stata presa senza consultazioni con il settore civile, i sindacati e i cittadini. Goati ha aggiunto che il finanziamento dei partiti dal bilancio è molto pericoloso anche per lo sviluppo della democrazia, perché in questo modo i partiti perdono l’interessamento per l’associazione e per la quota. Secondo lui, così si formano i partiti dentro i partiti, cioè dei gruppi a parte vicini al capo che decide la distribuzione delle funzioni e delle posizioni.