Profanazione “non motivata etnicamente” delle chiese serbe in Kosovo

25. 07. 2012. - 16:45 -- MRS
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Giudicando dalle posizioni di alcuni paesi occidentali molto influenti e delle autorità provvisorie in Kosovo e Metochia, nella provincia non c’è la violenza non motivata dall’odio etnico contro i serbi. La realtà purtroppo è molto diversa, e sono frequenti gli attacchi degli albanesi contro i serbi, i loro beni e il loro patrimonio culturale e spirituale, che restano impuniti. Servizio di Snezana Milosevic.

A causa delle completamente sbagliate e leggere qualificazioni, gli autori di questi crimini restano ignoti, o se in qualche caso vengono scoperti, non vengono puniti. La nuovissima profanazione della chiesa di San Michele a Stimlje non è stata caratterizzata come un’azione motivata dall’odio etnico. Il comandante della polizia kosovara, Enver Avdulji, rileva che si tratta di una semplice rapina, e che la polizia ha arrestato 4 persone di Petrovo, borgo vicino a Stomlje, per le quali si sospetta abbiano partecipato al saccheggio e alla profanazione della chiesa. Tre persone sono in custodia cautelare, mentre una persona è stata rilasciata in libertà. Ricordiamo che la chiesa è stata completamente distrutta e saccheggiata. Da questo santuario è stato rubato l’intero tetto, le porte e le finestre sono rotte, l’interno è stato distrutto in tal modo da indicare che il guadagno materiale non era in primo piano, ma la distruzione della fede e della nazione serba. Questo è per l’Eparchia di Raska e Prizren uno dei più seri attacchi contro la Chiesa ortodossa serba, che dimostra che la società e soprattutto la Polizia kosovara non sono in grado di proteggere i santuari cristiani dalla distruzione e dal saccheggio, ritiene il vescovo Teodosije.
Posso dire con certezza che il Kosovo è l’unico punto in Europa in cui si profanano e distruggono le chiese cristiane, senza alcune penalità. Questo, evidenzia il vescovo Teodosije, è una vergogna per l’intero mondo civile.
Il santuario è l’unica testimonianza che in quella parte del Kosovo e Metochia vivevano i serbi fino a poco tempo fa, mentre oggi non c’è nemmeno un’anima serba. Gli albanesi hanno dimostrato diverse volte l’intenzione di distruggere il santuario e di cancellare ogni traccia serba. La Chiesa costruita all’inizio del Novecento su una collina a Stimlje era l’obiettivo dell’attacco nell’estate 1999, durante la violenza del marzo 2004, e anche in seguito diverse volte. Ci sono stati dei tentativi di ricostruire il santuario nel 2005 e nel 2010 quando l’UNESCO ha stanziato 75mila euro. A causa di frequenti rapine del materiale edile e dei danneggiamenti, i membri del Consiglio d’Europa chiedono nella relazione di quest’anno, una migliore protezione.
La posizione di tre paesi occidentali leaders che non ci sono prove che gli ultimi attacchi contro i serbi in Kosovo siano motivati dall’odio etnico, espressa alla recente seduta del Consiglio di sicurezza dell’ONU, in queste circostanze è molto pericolosa perché lascia spazio alle autorità di Pristina per gli abusi e mette i serbi in una situazione molto difficile.