Protezione dei monasteri serbi in Kosovo e Metochia

15. 07. 2012. - 14:52 -- MRS
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Sul territorio del Kosovo e Metochia si trovano i gioielli dell’architettura ortodossa serba, le iconografie, gli affreschi. Tanti di questi, conservati nei secoli, sono stati gravemente danneggiati nel 1999, e poi distrutti dagli estremisti albanesi nel 2004. Oggi, grazie all’ingaggio della Chiesa ortodossa serba, delle istituzioni competenti della Serbia, e con l’aiuto dell’UNESCO, alcuni di questi santuari sono stati ricostruiti. Servizio di Ljiljana Sindjelic Nikolic.

Ricordiamo all’inizio che nel territorio del Kosovo e Metochia la cristianità è presente dall’epoca dei Santi Apostoli Andrea e Paolo. Quella diocesi è entrata a far parte dello stato serbo nel 1189, e durante il regno della famiglia Nemanjic, furono costruite numerose chiese e monasteri che rappresentano l’apice della civiltà cristiana in Europa.

Dopo le recenti distruzioni e gli incendi, tantissimi monasteri e chiese andavano salvati d’urgenza dalle rovine. È importante evidenziare che i santuari non sono soltanto monumenti culturali, essi sono vivi e tutt’oggi sono un punto di riferimento per i fedeli. Nei luoghi in cui i sebi sono cacciati via, i monaci e i preti della Chiesa ortodossa serba sono o rimasto o sono tornati dopo un breve periodo nei santuari, anche a costo di essere maltrattati e uccisi. Alcuni di questi santuari fanno parte del patrimonio dell’umanità e sono protetti dall’UNESCO. Proprio grazie a quest’organizzazione è stato ricavato il denaro per la loro restaurazione, e la Russia ha stanziato 2 milioni di dollari.

Il monastero Decani è famoso per la sua bellezza, soprattutto degli affreschi. La Chiesa fu costruita dal 1327 al 1335. La Chiesa della Conciliazione nel monastero possiede la più ricca collezione di pittura bizantina, 20 cicli e più di mille composizioni. Gli affreschi vanno protetti, ma i lavori di restaurazione e conservazione sono stati interrotti dalla guerra, ma nel monastero sperano che con la donazione russa, attraverso l’UNESCO, sarà terminata la restaurazione degli affreschi di una bellezza unica.

Sono in corso i lavori anche in altri santuari, come Madonna Ljeviska a Prezren, risalente al Trecento. Gli estremisti albanesi vi hanno appiccato diverse volte l’incendio, hanno distrutto gli affreschi coi barili pieni di catrame. La restaurazione è abbastanza complessa, ma gli esperti nei nostri giorni usano materiali specifici che restituiranno alla Madonna Ljeviska lo splendore di una volta.

Nella Chiesa ortodossa serba evidenziano che è importantissima la restaurazione e la tutela delle chiese e dei monasteri, ma che è altrettanto importante il processo di ritorno dei serbi nei loro focolari, nelle loro chiese. Questo processo è lentissimo, i serbi vengono attraccati tutt’oggi in Kosovo e Metochia, non gli vengono restituiti i beni. Nonostante tutto, però, i serbi non vogliono abbandonare la propria terra e la casa, sperando che la convivenza sarà possibile, che i loro diritti saranno rispettati, i loro santuari e le loro case saranno protetti, come si fa nell’interno mondo civilizzato.