Sava Sumanovic – Ultimo decennio

14. 06. 2012. - 19:12 -- MRS
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In occasione del settantesimo anniversario dalla tragica morte dell’uno dei più importanti pittori serbi, Sava Sumanovic (1896 – 1942), nella Galleria della Casa dell’Esercito serbo a Belgrado è stata allestita la mostra di quadri intitolata “Ultimo decennio”. Il programma d’accompagnamento è intitolato “Sava Sumanovic – personale, famigliare, nazionale”, che comprende la scelta di fotografie e documenti sull’artista e sulla sua famiglia, con cui si presentano dettagli meno conosciuti dalla vita dell’artista, le sue creazioni e il suo ambiente di vita. Gli autori della mostra sono Vesna Burojevic e Ljubica Jukic.

La mostra comprende la scelta di opere dall’ultimo decennio di vita artistica di Sumanovic a Sid dal 1931 al 1942, ha dichiarato Ljubica Jukic. Sava abbandonò la casa paterna a dieci anni, quando si iscrisse al Ginnasio a Zemun. Nella ricerca della sapienza, frequentò le scuole a Zagabria e Parigi. Durante il suo primo soggiorno a Parigi nel 1920, accolse le tendenze moderne nella pittura e divenne il più importante rappresentante del costruttivismo nella pittura serba, evidenzia la Jukic. Durante il secondo soggiorno a Parigi, dal 1925 al 1928 ricevette dei riconoscimenti dai più famosi critici francesi. “Essere lodati a quell’epoca nelle cerchie parigine, non era un piccolo segnale che si tratta di un eccezionale talento”, scriveva il critico d’arte e letteratura, Milan Kasanin.

Sava Sumanovic trascorse gli ultimi dodici anni di vita a Sid, ha fatto sapere la Jukic, ed ha aggiunto che in quel periodo dipinse più di trecento quadri. Come tema, nell’ultimo decennio domina il paesaggio. Il secondo tema preferito è il nudo, rileva la Jukic. Secondo lei, mentre gli altri artisti viaggiavano nelle terre esotiche in cerca di ispirazione, Sava trovò quello che voleva a Sid. Il suo lavoro è una specie di cronaca della regione Srem. Lei aggiunge che i primi paesaggi al ritorno a Sid risalgono al 1932 e 1933. Già dai primi lavori è evidente quanto il colore sia diventato dominante. Lo ispirarono in genere la primavera e l’autunno, probabilmente per il ricco colorito. Anche se quello era l’inizio della creazione di una poetica, alcuni dei quadri nati in quel periodo sono considerati le sue migliori opere, come “Gli stretti di Sid”, “La primavera nei giardini di Sid”…
La nostra interlocutrice fa sapere che la luce è un elemento importante dei quadri di Sava e che l’artista è il nostro più grande pittore della luce.

All’esposizione “Ultimo decennio”, i visitatori hanno l’occasione di vedere le tele dal ciclo “Donne di Sid” – nudo nella natura. La Jukic evidenzia che per capire questo ciclo bisogna prendere in considerazione alcuni fatti. Sumanovic non aveva un modello nei primi cinque anni a Sid. In seguito per il nudo trovò come modello una ragazza. Iniziò il ciclo con i quadri di un nudo, e poi gradualmente aumentò le dimensioni dei quadri e il numero dei nudi, e questo conferma che l’artista aveva una visione ben chiara del ciclo, esposto nel 1939 a Belgrado, racconta la nostra interlocutrice.

Dall’aprile 1941, quando Sid cadde sotto l’autorità dell’Indipendente stato di Croazia, l’artista smise di firmare le proprie tele, ma non anche di creare. Alcune delle sue migliori opere nacquero proprio negli anni di guerra. Il 28 agosto 1942 Sava fu arrestato, assieme ad altri 150 serbi, alle 6 di mattino e fu portato a Sremska Mitrovica. Tutti loro, dopo la tortura, furono fucilati e sepolti in una fossa comune. Sumanovic dipinse fino alla fine. Quando vennero per arrestarlo, sul cavalletto rimase il terminato quadro “Raccoglitrici”.