
Il premier serbo Ivica Dacic ha detto ieri nel suo discorso davanti al Consiglio di sicurezza che Belgrado è disposta ad avviare il dialogo con Pristina al livello più alto. La presenza di Dacic alla riunione del Consiglio di scurezza, alla quale è stata discussa la situazione in Kosovo, e il discorso inaspettato del premier kosovaro Hasim Taci dimostrano chiaramente che entrambe le parti sono disposte a un dialogo al livello più alto, ha detto il profesore delle scienze politiche Predrag Simic nell’intervista rilasciata alla nostra radio. Egli ha però espresso il parere che il dialogo tra Belgrado e Pristina non sarà avviato presto.
La seduta del Consiglio di sicurezza sarebbe stata una riunione senza scosse se non ci fossero state delle circostanze che l’hanno resa un convegno particoalre. Alla seduta il nuovo premier serbo Ivica Dacic ha tenuto il suo primo discorso ufficiale. Per la prima volta si potevano sentire chiaramente gli scopi e gli intenti delle nuove autorità serbe nei confronti di Pristina. Alla riunione era presente anche il premier kosovaro Hasim Taci. In quella occasione le due parti hanno presenato le loro posizioni alla vigilia delle trattative sulle questioni non tecniche che saranno condotte al livello politico. Secondo il mio parere le tratative tra Belgrado e Pristina non saranno avviate presto, ha detto il profesore Simic.
Le parole di Dacic contenevano nuovi messaggi e le nuove visioni della politica serba. Egli ha detto, tra l’altro, che le trattative che sono state condotte finora hanno dato risultati positivi e negativi. Buon esempio è la famosa spiegazione che deve trovarsi vicino al termine Kosovo alle riunioni internazionali. All’opinione pubblica della Serbia non è stato reso noto quello che è stato accordato a Bruxelles tra le due delegazioni. Non si sa ancora la forma della descrizione e se si tratti di una nota. E’ bene che Belgrado continui a insistere sul rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite nel dialogo con Pristina, in primo luogo perché non è contenta del modo in cui i rappresentanti dell’Unione europea mediavano le trattative. Ritengo che la mediazione di Robert Coper non sia stata né imparziale, né corretta dal punto di vista diplomatico, né completa. Per questa ragione la Serbia chiede il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite nella creazione della cornice per il dialgo con Pristina, ha dichiarato Simic.
Credo che le trattative all’alto livello politico non saranno avviate presto, perché le posizioni e le valutazioni di Belgrado e Pristina sono opposte in molti punti. Belgrado si augura che l’innalzamento delle trattative al livello politico aprirà la questione della sovranità in Kosovo e le altre questioni che nel frattempo sono state rimosse da alcuni rappresentanti della comunità internazionale. Dall’altra parte, Pristina nel dialogo vede la possibilità che il processo della secessione dalla Serbia e del riconoscimento internazionale del Kosovo, il quale è stato bloccato, sia portato a termine. Questo vuol dire che un eventuale accordo tra Belgrado e Pristina non dovrebbe illudere nessuno, perché le loro posizioni sono opposte e rimarranno opposte nei preparativi per il dialogo e nelle trattative. Se i negoziati iniziassero, dovrebbero essere risolte molte questioni che contengono non solo le differenze tra le posizioni di Belgrado e Pristina, ma anche quelle dei Paesi più potenti, cioé dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha detto Predrag Simic nell’intervista rilasciata alla nostra radio.
