
La Strategia danubiana permette lo sviluppo non solo dei territori attraversati dal Danubio, ma dell’intera Europa, nei settori di infrastruttura, turismo e collaborazione regionale, ha dichiarato il presidente della Camera di commercio della Serbia, Milos Bugarin, aprendo la conferenza “Applicazione della Strategia danubiana – sfide e prospettive”. Il raduno ha riunito i rappresentanti dell’Unione europea, dei paesi attraversati dal Danubio e degli imprenditori. Servizio di Biljana Blanusa.
La Strategia danubiana è stata accolta un anno fa, e sono state poste le fondamenta per la sua implementazione e per la realizzazione dei progetti comuni nei paesi dei Balcani occidentali, ha evidenziato Bugarin. Secondo lui, al momento sono entrati nella procedura circa 30 progetti che saranno finanziati dai fondi dell’Unione europea. I mezzi per la loro realizzazione sono stati assicurati dall’attuale bilancio dell’Unione europea, fino al 2013. Tutti i progetti riguardano quattro punti della Strategia danubiana – regione danubiana, tutela dell’ambiente, costruzione di infrastrutture e rafforzamento della regione. Eppure ci sono dei ritardi nella realizzazione dei progetti e questo mette in questione la possibilità di sfruttare al massimo i mezzi. Si tratta, prima di tutto, dell’insufficientemente sviluppato sistema istituzionale e di procedure burocratiche. Bugarin ha fatto sapere che la Camera di commercio della Serbia ha promosso il progetto di pulizia della riva del Danubio, del Sava e del Tisa, appoggiato anche dal governo. La Camera parteciperà altrettanto al progetto “RIS” che ha per scopo il miglioramento della sicurezza fluviale sul Danubio in Serbia, ed assicurare un uso maggiore del trasporto fluviale e lo sviluppo del turismo nautico.
La direttrice dell’Ufficio per le integrazioni europee del governo serbo, Milica Delevic, ha evidenziato che la Commissione europea, attraverso la Strategia danubiana, ha riconosciuto il ruolo e l’importanza dei paesi attraversati dal Danubio, sia quelli già membri dell’Unione europea sia i candidati, come la Serbia. Secondo lei, per una realizzazione di successo dei progetti è importantissima la collaborazione di tutti i livelli di potere con l’imprenditoria e il settore civile. Nel primo anno di implementazione della Strategia danubiana è iniziata la realizzazione di numerosi progetti, come la ricostruzione del ponte di Zezelj, la restaurazione della fortezza di Golubac, il sistema idrico a Veliko Gradiste e la riviviscenza del canale di Backa. Secondo il direttore dell’Ufficio regionale della Fondazione “Fridrish Ebert” a Belgrado Michael Erke, tra i paesi della regione danubiana c’è una grossa differenza nel livello di sviluppo, per questo è importante che tutti i paesi siano integrati al più presto.
